Come leggera farfalla poso un bacio sul lobo del di lei orecchio, al fin di mirar lo splendore dei suoi capelli e gustar la fragranza della sua pelle.
Volando lieve sfioro le ciglia dei di lei occhi, e accecato dalla loro luce vi precipito, come fragile nave catturata dal maelstrom.
Rinato dagli abissi scivolo lieve sul di lei nasino, ed estasiato, sulla sua punta, depongo un gentil bacino.
Dal picco sublime, come aquila che torna al nido, plano dolcemente nell'abbraccio delle di lei labbra, restando avvinghiato in un mortale oblio.
Con disperazione supero il di lei mento, mentre consumato son dal tormento.
Con un ultimo sforzo percorro il suo collo, e per il facil segreto sentiero, giungo al luogo da dove trovar riposo potro'.
Nell'idilliaca valle, tra picchi sicuri, all'ombra delle pianure celate tra le coppe dei di lei seni, ora trovo riposo.
In questo luogo di pace la marcia ha termine, in attesa del periglioso viaggio verso il mondo della realta'. Proceder l'avventura per or non e' concesso, ardua e azzardata sarebbe l'impresa

