Gli esseri viventi devono affrontare delle prove per crescere ed evolvere. Queste prove non vengono mai preannunciate e quando giungono è necessario essere pronti ad affrontarle.
Anche Iar affrontò numerose prove nel corso della sua vita, ma gli Dei commisero un errore e una delle prove che gli assegnarono era inadatta a lui, infatti il suo potere e la sua determinazione erano superiori a quanto gli Dei si aspettassero.
Quello fu il tempo in cui Iar si oppose al potere divino e modificò l'opera degli Dei.
"Dal libro dei Guardiano del Bosco"
Confidenze
Avevano trascorso due settimane presso la comunità degli Halfling di Thirin dove avevano portato la notizia della sua eroica dipartita. Nel tempo trascorso al villaggio arboreo non c'era stato modo di parlare tra loro di quanto era accaduto durante l'ultima impresa, la curiosità dei piccoli uomini li aveva impegnati senza tregua.
La partenza era avvenuta in una tarda mattina, dopo una lunga festa che si era conclusa a tarda notte, la gente di Thirin aveva la capacità di trasformare in un evento positivo anche un momento di tristezza. Il sentiero si estendeva di fronte a loro conducendo verso la civiltà umana e il bosco era sempre meno fitto e lasciava il posto ai segni della prateria. Stavano per entrare in una zona pianeggiante e priva di boschi, l'unica vegetazione era costituita da bassi arbusti e prato, che era utilizzato più ad est come pascolo per i cavalli della città di Corinna, l'avrebbero raggiunta in tre giorni di cammino.
Il gruppo procedeva in modo disgregato e stava ora per la prima volta sentendo il vero peso della scomparsa di Thirin, il nano Barin era il più taciturno e appartato, si trovava alla coda del gruppo e marciava con indifferenza e con lo sguardo assente. Pochi metri oltre Barin procedeva Drake, il drago non era stato particolarmente colpito dalla perdita di Tappo, per la razza dei draghi la morte di un umanoide era un evento di poca importanza. Drake aveva deciso di accompagnare il gruppo fino alla città di Corinna e poi avrebbe stabilito cosa fare, nonostante la sua superiorità anche il drago era assente. Lorien e Rienn procedevano insieme parlando delle loro esperienze e di quanto era accaduto prima del loro incontro, le due donne possedevano una fede totale nelle loro divinità e vedevano nella scomparsa di Thirin un disegno preciso.
Iar e Wargraad marciavano in testa al gruppo, i loro sensi erano tesi in cerca dei segni di una minaccia e della giusta via per raggiungere la loro destinazione. Il silenzio venne interrotto da Iar.
"Non capisco cosa ci facesse tua sorella su quella nave nell'Arcipelago Stellare".
"Rienn è la somma sacerdotessa di Pantiah presso l'Ordine dei Cavalieri del Tempio, nove mesi fa il comando dell'Ordine decise di inviare una flottiglia di vascelli sulle rotte commerciali astrali, la missione era quella di scoprire il motivo della scomparsa di alcuni vascelli mercantili. Era intenzione del comando risolvere il problema e quindi inviarono anche mia sorella come guida di un gruppo di chierici, insieme a loro vennero inviati anche diversi maghi e molti abili cavalieri".
Wargraad si interruppe per osservare il margine del sentiero.
"Continua Wargraad, è solo un giovane scoiattolo curioso che ha fatto un po' troppo rumore".
"Capisco. Stavo dicendo che vennero inviate sei navi da guerra attrezzate per affrontare ogni tipo di minaccia, ovviamente le cose non andarono come previsto, infatti la piccola flotta venne distrutta e mia sorella catturata insieme ad altri ufficiali. Trascorso il tempo previsto per le indagini la flotta non fece ritorno e il governo decise che non era possibile sovvenzionare l'armamento di una nuova flotta per cercare i dispersi".
"E tu hai rinunciato a cercare Rienn ?"
"No, non ho mai rinunciato, ho pagato personalmente diversi mercanti perché mi portassero notizie dai loro viaggi e indizi del passaggio della nostra flotta, ma senza successo, poi il destino ha fatto il resto".
"Se la vostra flotta era così ben equipaggiata come è stato possibile che venisse distrutta ?"
"Ho saputo da mia sorella che vennero attaccati da tre navi ragno, il combattimento fu cruento e la terza nave apparve solo quando la nostra flotta era stata danneggiata e i maghi avevano esaurito il loro potere. Due delle tre navi nemiche vennero distrutte, ma la terza si trovò ad affrontare uno schieramento indebolito ed ebbe la meglio. La terza nave è quella che abbiamo sconfitto all'Arcipelago Stellare".
I due tornarono a concentrarsi sul sentiero e il silenzio tornò a regnare sul gruppo.
Il volto di Lorien era teso e le sue labbra si muovevano come per parlare, mentre lo sguardo si posava su Rienn, ma la giovane druida non parlava, era come paralizzata dall'imbarazzo.
"Lorien cosa mi vuoi chiedere ?", lo sguardo di Rienn era puntato negli occhi della druida e un dolce sorriso risplendeva sulle sue labbra.
"Io … ecco … mi sento sciocca".
"Siamo amiche e siamo donne di fede, non aver paura di essere giudicata e libera i tuoi pensieri".
"Rienn sei una donna bellissima e hai un ruolo importante nella tua chiesa, come condividi la tua missione e la tua vita ?"
"La mia chiesa non mi obbliga ad errare per compiere missioni, mi viene chiesto di intervenire in situazioni particolari e di prestare la mia opera, ma sempre in contesti sicuri. La mia vita è al fianco di mio fratello, ma non ho una vita sentimentale, ho rinunciato all'amore terreno quando ho accettato di diventare Somma Sacerdotessa e la mia fede mi appaga completamente".
"Non hai mai rimpianti ?"
"No, non ne ho, credo nella mia missione e ciò che faccio mi appaga di ciò che ho dovuto sacrificare. Lorien, quanti anni mi dai ?"
"Direi non più di trenta, considerando tuo fratello gemello dovrei dire forse quaranta".
"Mio fratello ha trentacinque anni, io ho sessantacinque anni. Siamo fratelli, ma non siamo gemelli, abbiamo lo stesso padre e madri diverse. Mia madre morì poco dopo la mia nascita e mio padre si risposò. Io appaio giovane per via dei poteri della mia chiesa, la mia religione mi consente di restare giovane". Il volto di Lorien era stupito dalla rivelazione.
"Allora perché dite di essere gemelli ?"
"È nato tutto per scherzo. Lorien ?"
"Dimmi Rienn".
"Tu ami un uomo e la cosa ti mette a disagio, vero ?"
"Si, è vero".
"Cosa ti affligge ?"
"Io amo un uomo speciale, lui non lo sa e il suo cuore appartiene ad un'altra donna e nulla potrà staccarlo da lei. Io vivo combattendo come druida e il mio ruolo mi impone di viaggiare e di vivere come un uomo. Quando giungo in un villaggio non ho il tempo di conoscere dei ragazzi e di costruire un rapporto, i giovani dei villaggi mi considerano un'avventuriera e quindi irraggiungibile e io sono sempre sola".
"Ho notato la tua solitudine e la tristezza del tuo cuore, ma tu hai fatto una scelta abbracciando la religione di Silvanus e incontrerai una città in cui ti fermerai e amerai, fino ad allora dovrai fare ciò che è giusto e rispettare il tuo credo".
"È così difficile soffocare i sentimenti".
"Lo so benissimo, è stato difficile anche per me, ma se l'uomo che ami non può darti il suo amore devi cercare di trovare la serenità e magari di parlare con lui".
"Non posso Rienn !"
La voce di Rienn era un sussurro ed un sorriso affettuoso era sul suo volto, mentre con una mano sfiorava il braccio di Lorien.
"Mia giovane amica, tu ami Iar, vero ?"
"Si ! Non lo racconterai ?"
"Non temere non lo farò".
Improvvisamente il gruppo si arrestò, mentre Barin andava a sbattere contro le gambe di Drake. Senza indugio si acquattarono tra i cespugli a margine del sentiero.
Un rumore di armi proveniva dal fondo del sentiero dove il boschetto si univa alla prateria, era il clangore di spade.
Iar iniziò ad avanzare silenzioso ricorrendo alle sue capacità di ranger, in pochi minuti si portò in una posizione sicura che gli permetteva di dominare una discreta fetta di prateria, di fronte a lui era uno spettacolo incredibile. La pianura era disseminata di corpi, alcuni vestiti di cuoio e altri con armature nere, il maggior numero di corpi apparteneva agli uomini in armatura.
Il clangore proveniva da ciò che restava delle forze avverse, un uomo alto più di due metri con dei pantaloni e un corpetto di cuoio stava combattendo contro una decina di avversari di statura normale e ben armati.
L'uomo aveva i capelli neri e lunghi alle spalle, il corpetto era privo di maniche e metteva in luce la muscolatura e la potenza di quel corpo, l'uomo appariva più monumentale dello stesso Wargraad con tanto di armatura.
Una spada di dimensioni enormi guizzava sopra la sua testa falciando gli avversari, combatteva usando lo spadone e le gambe con la stessa naturalezza e i colpi dei suoi piedi erano micidiali come il taglio della sua spada.
Iar iniziò a richiamare il potere per aiutare il guerriero, il suo istinto gli diceva che era la persona da aiutare.
"Fermo Iar !", la voce di Wargraad giunse di sorpresa alle spalle di Iar.
"Ma ha bisogno di aiuto !"
"Se lo aiuterai non ti sarà riconoscente, questa è la sua battaglia e nessuno deve interferire. Guarda il suo corpo e i suoi abiti".
"Li ho visti".
"E non ne deduci nulla ?!"
"Certo, ora capisco, è un barbaro delle pianure e ha delle regole molto ferree".
"Perfetto, inoltre la sua spada è una Dunighen. Si tratta di un'arma simile alla mia e ne esistono pochissime, quell'uomo è un capo".
Nel tempo trascorso a parlare il barbaro aveva eliminato i suoi avversari, era immobile con la spada stretta da entrambe le mani e di fronte al viso, con un movimento rapido la depose nel fodero e si inginocchiò a pregare per i compagni morti.
"Iar, ora possiamo raggiungerlo".

