| Indice |
|---|
| L'amicizia |
| In fuga |
| Un altro problema |
| Druido e Ladro |
| Il premio |
| Tutte le pagine |
La gente del mio paese mi ripeteva spesso che mia madre era stata salvata da un ragazzo che era uscito da una quercia spezzando un antica maledizione.
Mia madre mi aveva raccontato quella vicenda e che il ragazzo le aveva detto della mia venuta, quindi per ripagarlo del salvataggio mi aveva dato il nome da lui suggerito.
Non avevo mai visto quell'uomo e non mi sarei mai aspettata di trovarlo casulamente in una citta' ostile, forse era tutto scritto, che lui salvasse mia madre, che io nascessi e che lui mi trovasse.
"Un racconto di Lorien"
La città dei maghi
I fedeli Thirin e Barin erano ancora alla miniera di Vargaard per estrarre e raffinare l'Electrum, a Iar era toccato recarsi nella citta' dei maghi per reperire alcune componenti magiche per il suo progetto. Il problema principale di questa spedizione stava nel fatto che nella citta' di Galantrai non erano tollerati i sacerdoti e spesso venivano trucidati senza motivo, era un forma estrema di razzismo che aveva fatto di quella citta' una comunita' di maghi e guerrieri, il controllo del governo era nelle mani di una magocrazia e la regione era completamente autonoma e rispettata. Il rispetto non dipendeva dalle opere degli uomini, ma dalla paura che i potenti maghi di Galantrai potessero unirsi e portare un attacco contro gli stati provocatori.
Iar stava avanzando con la sua imbarcazione lungo i canali che costituivano Galantrai, si trattava di una citta' edificata su isolotti in un fiume placido, gli edifici erano stati inseriti con molta cura e molta magia.
Aveva gia' trovato tutto il materiale di cui aveva bisogno, ad eccezione di una polvere particolare, la sua prossima tappa l'avrebbe portato ad un'isola quartiere in cui si trovava una bottega di magia che aveva il materiale mancante.
L'attenzione del druido venne riportata alla realta' da un concitato vociare, sembrava arrivare da una via sulla riva alla sua destra.
"... prendetela, e' una chierica ..."
"... non fatela scappare, il Grande Mago ci paghera' bene ..."
"... ci divertiremo prima di consegnarla ..."
Iar inizio' ad accostare l'imbarcazione verso la riva destra, era a circa tre metri dall'attracco quando vide una giovane fanciulla uscire correndo da una strada, era stravolta e ridotta male, i suoi abiti erano lacerati e riportava evidenti segni di percosse. La donna continuo' a correre guardandosi alle spalle, non accorgendosi cosi' di essere giunta al canale, i suoi piedi inciamparono nel bordo di protezione della strada e con un urlo precipito' nel canale a poca distanza dalla barca di Iar.
"Coraggio, dammi la mano e sali a bordo".
La ragazza lo guardo' con timore, aveva i capelli neri tagliati corti, dei grandi occhi neri e un corpo da adolescente, non si poteva capire di piu' sotto i lividi, i graffi e lo sporco della lotta. Iar noto' anche che portava un simbolo sacro fatto a mano e di forma famigliare, senza farsi notare mostro' alla giovane il suo simbolo sacro. Un sorriso comparve sul volto di lei mentre tendeva la mano per essere aiutata.
Iar la isso' sull'imbarcazione appena in tempo, nel momento stesso in cui la poso' sulla panca la giovane perse i sensi. Vide arrivare gli inseguitori sulla riva, erano almeno una quindicina e tutti in perfetta forma, sicuramente cinque di loro erano maghi.
La mano sinistra della ragazza si alzo' mentre la destra reggeva il simbolo sacro, improvvisamente i primi tre inseguitori scivolarono su qualche cosa di invisibile e andarono a sbattere contro gli ormeggi dei natanti perdendo i sensi.
"Ehi, pescatore. Consegnaci quella rinnegata e sarai ben pagato".
"Questa e' la mia pesca", disse Iar con voce falsamente stordita, "quindi la porto a casa e non la do' a nessuno".
"Non fare storie o ti verremo a prendere e passerai dei guai", sembrava che i maghi si stessero' preparando ad agire.
"Come li avete fatti passare a questa ragazzina ?", Iar parlava ora con voce ferma.
"Non sono cose che ti riguardano pescatore, dacci quella ragazzina e non avrai guai".
"Mi sembra che abbiate gia' fatto abbastanza a questa ragazzina, quindici uomini robusti per catturare una ragazzina", Iar inizio a ridere in modo beffardo.
Senti' una forza magica prendere forma e in quel momento una pioggia di dardi parti' dal gruppo, uno dei maghi stava attaccando, i dardi raggiunsero' Iar e si infransero sul suo abito magico senza lasciare tracce.
"Tu non sei un pescatore, chi sei ?"
"Sono un mercante in cerca di una bottega per fare acquisti", disse Iar irritato, "andatevene e lasciateci in pace, questa donna e' ora sotto la mia protezione e chiunque cerchera' di farle del male dovra' vedersela con me".
Il gruppo degli inseguitori inizio' a sciogliersi, lasciando solo i maghi, ora li poteva vedere, erano sette e sicuramente apprendisti.
"Se sei un mercante come hai potuto difenderti dal mio attacco ?" "Perche' non sono uno stupido e ora ti consiglio di raccogliere le tue pozioni e di tornare alla scuola di magia", Iar era ormai pronto a reagire.
Uno sei maghi piu' isolati lancio' il suo incantesimo e un fulmine si diresse verso il druido, colpi' il torace di Iar ma non lascio' alcuna ferita.
"Mago, le mie difese sono perfezionate dall'esperienza e per ogni attacco che lancerai troverai una difesa pronta a respingerlo, ora mi avete stancato !"
La mano di Iar levo' al cielo il simbolo sacro, mentre le parole di potere prendevano forma e volavano nell'aria, all'ultima parola una colonna di luce scese dal cielo e colpi' la riva. I maghi vennero' scagliati contro le pareti degli edifici e gravemente feriti, aveva dosato il potere per non uccidere, ma poteva sempre cambiare idea.
"Questo si chiama fulmine, non quello che mi hai lanciato poco fa".
Dette queste parole il druido riprese a remare verso la sua destinazione, la ragazza dormiva sdraiata nella barca, questa storia gli avrebbe causato dei problemi, doveva fare in fretta a completare i suoi acquisti e ad abbandonare la citta', forse era meglio andarsene subito, si trovava nel centro del complesso cittadino e per uscire da li serviva piu' di un'ora.
Il suo sguardo venne attratto da dei rapidi movimenti lungo le mura difensive dei quartieri, la guardia era gia' stata avvisata e lo stavano cercando, anche sui canali era aumentata l'attivita', stavano uscendo delle imbarcazioni armate.
Era in trappola e con poche possibilita' di fuga, per prima cosa doveva nascondersi e salvare la fanciulla, quindi doveva trovare un modo per uscire. La ragazza non lo poteva aiutare, era svenuta, doveva portarla al sicuro da solo. Diede un forte colpo di remo in modo da spingere la barca verso il centro del canale, quindi si abbasso per raccogliere la ragazza, la prese tra le braccia senza che si svegliasse, l'incantesimo prese rapidamente forma e Iar si tuffo nel canale affondando rapidamente con il suo carico umano. Delle imbarcazioni si avvicinarono veloci alla barca alla deriva, ma non vi era alcuna traccia degli occupanti. "Qui non c'e' nessuno, cercate a terra e lungo il canale, non possono essere lontani".

