Indice
Il prezzo della vendetta
Sulla montagna
La miniera di Vargaard
Amico o nemico ?
Il sapore del tradimento
Il confronto
Il potere dell'amore
Tutte le pagine

"... mi apparve una porta aperta nel cielo, e la voce che avevo udito prima come una tromba mi disse:
'Sali qua e ti faro' vedere le cose che devono accadere in seguito'.
E subito fui rapito in estasi: ed ecco un trono era innalzato in cielo ...
il trino era circondato da un'iride simile allo smeraldo.
Attorno al trono erano ventiquattro saggi:
e sopra questi vidi seduti ventiquattro vegliardi, vestiti di bianche vesti ...
... e vidi un cielo nuovo e una terra nuova perche' il primo cielo e la prima terra erano svaniti ..."

"Dall'Apocalisse"

 

 

Un incontro inatteso

Era da molte settimane che Iar e Tappo non si imbattevano in un centro abitato o in una carovana, ma del resto i loro sentieri non incrociavano delle piste note. La situazione di isolamento pesava piu' a Tappo, che per natura amava la conversazione, forse troppo, e amava le folle, in particolare quando per natura poteva accidentalmente trovare qualche cosa caduta di tasca ai viandanti.
Da due giorni stavano camminando in prossimita' della base collinare di una delle catene montuose di quella regione, il clima era un po' freddo, ma tutto sommato gradevole, inoltre la presenza di Iar garantiva dei pasti regolari e acqua fresca, anche se non avrebbe guastato della buona Birra.
Il viaggio con Iar gli aveva aperto nuovi orizzonti e stava imparando molto sulla caccia, sulle piste e sulle erbe. Ora conosceva molte piu' cose ed era anche piu' efficiente come combattente, non che prima non fosse in gamba.
Con Iar avevano deciso di seguire quel percorso per trovare dei materiali necessari alla costruzione di un talismano magico, Tappo non sapeva bene di cosa si trattasse, se non che sarebbe servito come protezione da particolari attacchi.
In base alle loro informazioni in quell'area si trovava una comunita' di nani delle montagne, che con la loro esperienza mineraria gli avrebbero fornito il metallo base, l'electrum.
"Tappo, mi pare che ci sia qualcuno alla base di quelle rocce, andiamo a dare un'occhiata".
Tappo noto' subito cosa aveva attirato l'attenzione di Iar, qualcuno era imprigionato sotto una frana e sembrava essere un nano, sembrava che fosse accampato li nel momento dell'incidente, anche se era strano per un nano ficcarsi in un guaio del genere.
I compagni si affrettarono a raggiungere il nano, il disgraziato era bloccato sotto delle rocce ed era privo di sensi. Iar esamino velocemente lo stato del nano.
"Tappo, questo poveretto non ha ferite gravi, solo qualche escoriazione, dobbiamo tirarlo fuori da qui". Tappo stava esaminando le rocce cadute e la parete rocciosa.
"Iar, non capisco, questa parete sembra estremamente solida e questa frana non ha ragione di essere, sembra sia stata provocata artificialmente".
Anche Iar stava analizzando la roccia per decidere come liberare il nano.
"Hai ragione Tappo, liberiamolo e cerchiamo di capire cosa e' successo, io faro' sciogliere la roccia mentre tu lo estrarrai tirandolo per le braccia".
L'incantesimo di Iar tramuto' la roccia in un liquido fangoso, mentre Tappo senza difficolta' libero' il nano dalla trappola portandolo in uno spiazzo sicuro.
Il nano aveva un equipaggiamento tipico dei nani delle montagne, anche se le armi erano particolarmente danneggiate, una cosa abbastanza strana per i membri di quella razza. Tuttavia le verifiche di Iar non avevano evidenziato alcuna minaccia, ma nonostante questo i due erano molto guardinghi e vigili.
Iar aveva creato una zona di protezione e di rivelazione del falso entro la quale aveva adagiato il nano, al suo risveglio avrebbero parlato e scoperto eventuali minacce, anche se il profilo mentale di questa creatura era fortemente orientato verso la giustizia.
Il nano si stava svegliando dal suo incidente, se cosi' lo si poteva definire. Il suo sguardo si fisso' su entrambi ed era perplesso e preoccupato, tuttavia non aveva l'aspetto tipicamente fiero ed arrogante della sua razza. Iar si rivolse a lui in tono amichevole.
"Salute a te, io sono Iar Trihorn Druido di Silvanus e questo e' il mio compagno d'avventura Tappo. Ti consiglio di non muoverti troppo per ora, hai preso un brutto colpo sotto quella frana".
Il consiglio era in realta' legato alla necessita' di mantenere il nano nel raggio d'azione degli incantesimi.
La voce del nano era bassa e rispettosa, con una tonalita' di chi e' abituato a subire.
"Salute a te druido, io sono Barin Stoneshield e appartengo alla tribu' dei Barbari delle Montagne. Vi ringrazio per avermi salvato".
Iar e Tappo notarono che il ringraziamento era sincero e anche gli incantesimi di rilevazione lo confermavano.
Iar continuo a parlare con voce tranquilla e rassicurante.
"Barin, vuoi raccontarci cosa ti e' successo ? Le rocce di questa zona sono molto stabili e le frane praticamente inesistenti".
Il nano era estremamente depresso e sconsolato.
"Iar, stavo sperimentando una nuova formula per scavare delle caverne, si tratta di un compito assegnatomi dalla mia gente, purtroppo la formula ha agito prima che mi allontanassi e il resto lo sapete".
Il volto di Barin era estremamente corrucciato e desolato.
"Ora che ho fallito in questa prova non potro' piu' tornare dalla mia gente, sono condannato dalla sventura, le mie armi si rompono in battaglia, le montagne mi crollano addosso, se c'e' un luogo dove cadere e' sicuro che io ci cado".
Iar stava quasi per mettersi a ridere nel sentire la descrizione della sventura di questo nano, ma sapeva che la razza a cui apparteneva era nota per l'avversione alla magia, tale avversione era cosi' forte da far si che gli oggetti di potere funzionassero male nelle loro mani.
"Coraggio Barin, ripareremo le tue armi e saneremo le tue ferite, se non vuoi tornare tra la tua gente puoi sempre unirti a noi e diventare un avventuriero".
Sul viso del nano si accese un sorriso: "Veramente mi prendereste con voi ? Conosco le gesta di Iar, ne ho sentito parlare".
Un sorriso malizioso si dipinse sul volto di Tappo: "Bene Barin, allora sei dei nostri e faro' in modo che tu sappia tutti i racconti delle imprese di Iar e Tappo!"
A queste parole Iar esplose a ridere e quasi soffocando riusci' a parlare.
"Che Silvanus ci scampi dalla lingua di Tappo!"



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