| Indice |
|---|
| Vento mortale |
| Il sapore del sangue |
| Il bambino adulto |
| Attesa |
| L'attacco |
| Ombra di Morte |
| Tutte le pagine |
Anche per gli individui più inflessibili giunge il tempo di confrontarsi con il proprio cuore.
Giunse quindi anche per il Maestro il tempo in cui il suo cuore inizio a battere per una fanciulla, non si sa molto di questa figura femminile, se non che influenzò radicalmente la sua vita.
In molti eventi della vita la gioia provata rende insopportabili le ferite che ne conseguono, ma il Maestro era troppo forte per poter essere piegato, fece delle sue ferite la sua arma e ...
"Dal libro dei guardiani del bosco"
L'inseguimento
Erano trascorsi tre giorni da quando Iar si era messo sulle tracce dei distruttori di un'intera foresta, non era stato un semplice incendio o un abbattimento indiscriminato. Un'area di circa cento chilometri quadrati era ridotta ad una massa di terreno bruciato e di vegetazione corrosa, anche i resti degli animali che aveva visto erano ridotti a nudi scheletri.
Aveva iniziato a seguire le tracce confuse dei possibili responsabili, si trattava sicuramente d'umanoidi molto pesanti, ma non riusciva a capire in che modo erano arrivati a tanta distruzione in così poco tempo e con tale selettiva precisione. Poteva pensare ad una sola causa plausibile per tutta quella devastazione, ma la sua mente si rifiutava di accettare la risposta, ogni volta che ci pensava un brivido di terrore gli percorreva tutto il corpo.
In base alle sue mappe in quella zona si trovava un villaggio di non meno di cento abitanti, aveva trascorso una giornata intera per trovarne i resti o i superstiti, ma non ve n'era la minima traccia.
Dopo aver pattugliato il tratto di terreno, che poco prima era un bosco, si mise sulle tracce dei responsabili e le sue capacità di battitore di piste lo misero sulla giusta via. Il gruppo aveva due intere giornate di vantaggio su di lui, ma si muoveva molto lentamente, perdendo così terreno. Li avrebbe raggiunti e puniti per quello scempio.
La calamità che aveva colpito la zona aveva anche inquinato il fiume lungo cui si stava muovendo, per placare la sete e riempire le borracce era ricorso agli incantesimi di depurazione, non vi era nessun animale in tutta la zona. Il fiume continuava a scorrere nella foresta portando con sé il seme della morte, la vegetazione che cresceva sulle sue rive era avvizzita e morente.
Con prudenza si addentrò nel bosco, ora le tracce erano molto chiare, si trattava di un considerevole gruppo di persone. Una variazione nell'aspetto del sottobosco catturò la sua attenzione e protetto dal mantello di aracnidia si avvicinò a quella strana anomalia.
Su alcuni rami trovò dei lembi di vesti lacerate e al suolo una piccola catenella senza valore, doveva scoprire chi o cosa stava seguendo, questo gruppo iniziava ad assumere l'aspetto di una carovana di prigionieri con i relativi aguzzini.
Il bosco era silenzioso e si fermò ad ascoltare la voce della terra, l'incantamento che intendeva utilizzare era molto pericoloso per un giovane druido come lui. Si sedette ai piedi di un grande albero iniziando ad espandere il proprio essere per percepire l'essenza dell'antica pianta, ora vedeva il bosco con le percezioni della foresta, era in ogni luogo e allo stesso tempo in nessuno. Il suo spirito iniziò a muoversi nella caccia seguendo le correnti dell'essenza del bosco. La richiesta di forze per l'incantesimo era altissima e le sue energie iniziavano a mancare, ma improvvisamente ecco apparire ciò che cercava.
Da prima udì una voce bassa e gutturale, molto strascicata e rauca.
"Veloce piccolo umano, correre rapido, grande Bugu aspetta io a bosco".
Ora poteva anche vedere l'origine di quella voce, si trattava di un gruppo di circa tredici umanoidi, erano alti circa tre metri, con lunghe zanne ai lati della bocca e vestiti di pelli. Nonostante fossero rudimentali le loro clave e spade erano terribilmente efficienti, il solo peso avrebbe spaccato senza sforzo una testa. Gli umanoidi erano pelosi, ma senza capelli, con orecchie a punta ai lati della testa e due piccoli corni sulla sommità. Tra quelle creature vi erano degli uomini in catene, probabilmente i sopravvissuti del villaggio.
"Mughau, corre veloce a campo e parla che stiamo arrivare con prigionieri".
"Me no tuo servo, corre te a campo a portare tue parole, me porta prigionieri".
"Mughau, me capo branco, tu va e me dare premio".
"... umf, cosa premio dare ?".
"eheh ... tu piace piccola femmina, me sicuro, a campo io dare femmina, tu può fare monta con lei e poi se volere puoi mangiare".
"umf, Mughau andare, premio piace me".
La mente di Iar si annebbiò rapidamente, le sue forze si stavano esaurendo e ora si stava ridestando ai piedi del vecchio albero, doveva assolutamente dormire, non aveva altra scelta. Tuttavia ora sapeva chi era il nemico e dove si trovava, presto li avrebbe presi, prima che il capo potesse mantenere la sua promessa, sempre che gli orchi avessero un onore che li spingesse a rispettarne una. Purtroppo le sua capacità e resistenza non erano state sufficienti per avere delle informazioni sul numero di prigionieri e sul loro stato, ma ora non poteva fare nulla, solo un periodo di sonno poteva rimetterlo in condizione di muoversi.

