Flight from Darkenwood by Clyde CaldwellLa storia che ci accingiamo a narrare riporta gli episodi della vita di Iar Trihorn, un insolito uomo, se così lo si può definire. Non che non fosse un uomo, ma in realtà si parla di un mezzosangue, una via di mezzo tra un uomo e un elfo, che tuttavia quando incrociammo il suo cammino di elfico non aveva più nulla.
Forse è meglio partire dall'inizio, cioè dal giorno in cui il fato lo portò a camminare nel suo mondo, per farne poi ciò che noi ora veneriamo nel nostro.

"Dal libro dei guardiani del bosco"

 

 

 

 

 

 

Questo resoconto inizia in un periodo non ben precisato circa 65 anni or sono, il luogo è un mondo collocato in un universo diverso dal nostro, ma con caratteristiche perfettamente simili a quelle del nostro pianeta.

Il tutto ebbe origine nelle foreste della barbara area occidentale, un immenso blocco continentale interamente ricoperto da boschi e governato da potenti e malvagi tiranni. Nell'epoca di cui stiamo parlando erano frequenti le scorrerie, in particolare delle comunità umane verso quelle semiumane.

In questa situazione di continua guerra un umano e una donna elfica scoprirono l'amore, questo loro amore li condannò all'esilio, anche se la nobile razza elfica non negava loro aiuto nei momenti di bisogno.

La loro vita, anche se spartana, era felice e le divinità benevole fecero si che la donna venisse fecondata, al culmine della gravidanza la loro dimora venne attaccata da predoni umani e l'uomo lottò con coraggio per difendere la sua famiglia, ma la morte lo raggiunse. La donna elfica ferita e umiliata trovo rifugio nelle profondità della foresta, che sempre aveva protetto la sua gente, mentre le forze le venivano meno un vecchio uomo vestito di pelli e con una lunga barba giunse in suo aiuto.

Per lei era tardi ma due piccole creature vennero alla luce, un maschietto e una femminuccia, i segni del retaggio elfico erano evidenti su di loro. Il maschietto resto con il vecchio nella foresta e divenne il nostro Iar Trihorn, la femmina venne adottata e di lei si persero le tracce, fino ad un tempo più recente in cui fece la sua ricomparsa, ma questa è una storia diversa.

Chi fosse il vecchio che allevò per circa quattordici anni il piccolo orfano non è ancora chiaro, quello che sappiamo è che nella sua maturità Iar scoprì di chi si trattava, ma non lo disse mai a nessuno.

Negli anni della gioventù trascorsi nelle foreste il vecchio gli insegno a vivere in armonia con la natura e a ricavare ogni prodotto da essa, ma sempre senza eccedere, imparò le vie dello spirito e della spada. Si narra che la sua arma per affrontare un animale selvaggio era la sola parola, ogni creatura della natura era sua alleata, sia che essa fosse animale o vegetale.

Quando lasciò la foresta per posare il suo piede nel mondo era in grado di creare il cibo e l'acqua dalla pietra, di lottare con armi tremende ricavate dal puro legno e di trovare le piste con il solo intuito.

La narrazione delle sue imprese e dei suoi futuri compagni inizia da questo momento, cioè da quando inizia a camminare tra gli uomini e nei centri abitati, portando fertilità nei raccolti, sicurezza nei piccoli villaggi e i segreti della guarigione. Gli uomini nel mondo iniziarono in questo periodo a chiamarlo “Iar il figlio della grande quercia”, in seguito vi spiegheremo le origini di questo nome, ma il titolo più usato per lui tra le genti fu Iar il ranger druido.

 

Indice      Le origini del nome


 

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